Posted by Massimo Fabbris on 2020-05-11 14:38:25
Massimo Fabbris

Ci troviamo in un momento estremamente delicato: la pandemia da covid-19 ha toccato pesantemente il settore del fitness. Palestre e centri fitness sono stati tra le prime attività a essere chiuse durante il lockdown e saranno tra le ultime attività a riaprire. L’impossibilità di stare vicini in luoghi chiusi e la paura delle persone porteranno a un decremento del numero di abbonamenti venduti. Nel frattempo, i costi fissi non spariscono, anzi. Cosa fare, quindi, per affrontare questa situazione?

Nelle ultime settimane, il team di Fitness Consulting, che collabora da vent’anni con le imprese di questo settore, non è rimasto a guardare: abbiamo analizzato dati e statistiche; abbiamo ascoltato i nostri clienti, per carpirne preoccupazioni ed esigenze; abbiamo riflettuto su ciò che è piombato su di noi da un giorno all’altro. In questo articolo troviamo riassunto tutto ciò che è scaturito dai nostri pensieri, nella speranza che possa aiutare chi gestisce le attività legate al fitness e al benessere a pianificare al meglio il proprio futuro.

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La questione dei rimborsi

Com’era prevedibile, tantissimi abbonati che non hanno potuto usufruire del servizio di palestre e centri fitness in questo periodo hanno sollevato un polverone sui rimborsi. A mettere ulteriore benzina sul fuoco sono stati anche gli enti a difesa del consumatore, che hanno gridato alla necessità di risarcire i fruitori di queste attività. In realtà, “il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l'inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile.

L’obiettivo quindi non dev’essere quello di rimborsare il fruitore, causando un ulteriore danno economico alla già disastrosa situazione, ma quello di avviare scambi reciproci, da cui entrambe le parti potranno trarre vantaggio. Infatti, non appena ci sarà la riapertura, la palestra assicurerà al fruitore la possibilità di tornare ad allenarsi o a frequentare corsi; d’altro canto, il fruitore dovrà comprendere lo sforzo compiuto da chi gestisce queste attività per rimanere aperte e salvaguardare la salute dei propri iscritti, considerando la totale mancanza di supporto economico. È fondamentale quindi evitare di piegarsi di fronte a provocazioni che non trovano alcun fondamento, tantomeno a livello legale.

Una riqualificazione finanziaria

Ad oggi si vocifera che le palestre e i centri fitness, con molta probabilità, riapriranno tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Prima ancora di puntare sulla riapertura, è essenziale riflettere su ciò che questa nuova fase comporterà al business. Sappiamo bene, infatti, che nel momento in cui apriremo, dovremo attendere ancora qualche mese (probabilmente, gennaio, subito dopo le vacanze natalizie) per poter tornare a incassare. Per non parlare del fatto che il settore del fitness dipende dal benessere del resto dell’economia: se aumenta il numero dei disoccupati, per una tendenza inversamente proporzionale diminuisce il numero degli abbonati a palestre e centri fitness. Nel frattempo, però, i costi fissi continuano a essere vivi e quasi sicuramente i fondi che lo Stato mette a disposizione verranno impiegati unicamente per sopperire a queste spese. Anche perché verrà richiesto un ulteriore investimento per l’acquisto di tutti quei prodotti e quelle attrezzature (per esempio, detergenti specifici e pannelli in plexiglas) per la salvaguardia della salute. Inoltre, si dovrà far fronte a tutti i cambiamenti che caratterizzeranno i prossimi mesi. Ecco solo qualche esempio:

  • Il fruitore ha imparato a stare in casa. Nelle ultime settimane, tra i prodotti più venduti su Amazon ci sono state specifiche attrezzature per il fitness: si va dai pesi ai tappetini, passando anche per cyclette e tapis roulant. Siamo certi che chi si è abituato a rimanere in forma tra le mura domestiche tornerà a usufruire dei servizi che offriamo?
  • Non si potrà fare assembramento. I corsi, probabilmente, saranno disponibili per un numero limitato di iscritti. Di conseguenza, quella buona parte di coloro che si recava in palestra o al centro fitness per conoscere nuove persone, probabilmente deciderà di virare su altri canali;
  • Bisognerà prestare attenzione alle norme igienico-sanitarie. Mascherine, guanti, distanziamento sociale, igienizzazione e sanificazione costante delle aree comuni e delle attrezzature: sarà questo il futuro del fitness. Ma siamo certi che il nostro fruitore-tipo sia contento di allenarsi con mascherina e guanti, soprattutto quando fa particolarmente caldo?

E non pensiamo che la risposta a tutto questo possano essere i pacchetti di allenamento online, in quanto si tratta di una soluzione che solo apparentemente porta guadagno all’attività. Perché? Innanzitutto, vendere un proprio servizio a 10 euro significa sminuire ciò che si fa, la competenza e la professionalità del proprio staff. In secondo luogo, siamo proprio certi che questa pratica non si trasformerà in un boomerang che ci ritornerà tra le mani? Chi si abituerà a fare esercizi da casa pagando solamente pochi euro al mese avrà davvero voglia di tornare in palestra – con mascherina e guanti – spendendo di più? I pacchetti di allenamento online sono la soluzione nel breve termine, forse, ma non possono diventare una strategia nel medio e lungo periodo.

Per tutti i motivi elencati qui sopra, chi gestisce queste attività necessiterà di liquidità fino a dicembre, dovendo sopravvivere fino alla fine dell’anno senza fatturato: una situazione drammatica, che però non è stata recepita dai piani alti, considerando le centinaia di webinar poco chiari e concreti che si stanno diffondendo a macchia d’olio. Infatti, si parla unicamente di date per la riapertura, senza considerare lo scenario economico e sociale cui ci si troverà davanti in quel momento. La vera domanda da porsi è: sono pronto a riaprire, riattivando di fatto tutti i costi della mia azienda, e ad arrancare fino a dicembre? Nessuno, in questo momento, si sta preoccupando di pianificare un riequilibrio finanziario che attesti, mese per mese, come è possibile sopravvivere fino a fine 2020. E ciò è un grave errore, anche perché, non appena il Governo consentirà la riapertura, la responsabilità morale e finanziaria sarà unicamente dell’imprenditore.

Nuove strategie ad hoc

Proprio in virtù di tutti i cambiamenti che interesseranno il settore del fitness da qui in poi, è necessario affiancare a un riequilibrio economico-finanziario una nuova pianificazione strategica su misura. Questa avrà come obiettivo quello di rilanciare l’attività, studiando azioni promozionali efficaci, sulla base del momento che stiamo vivendo oggigiorno. Per esempio, bisognerà tenere conto dell’utilizzo dello spogliatoio, un aspetto di cui nessuno parla. Eppure quest’area, soprattutto negli ultimi anni, ha assunto notevole valore. Quasi sicuramente si dovranno limitare gli accessi nello spogliatoio e nelle docce. Come dare la possibilità, quindi, a chi era solito frequentare il centro fitness in fasce orarie ristrette (per esempio, la pausa pranzo) di tornare senza alcuna preoccupazione di tempo e di contagio? La pianificazione strategica dovrà tenere conto di tutte queste possibili variabili per potersi rivelare efficace al rilancio dell’attività dopo la riapertura. E il punto di partenza sarà l’invito, ancora prima della riapertura, a una consulenza con il fruitore, spiegandogli in che modo la palestra o il centro fitness si è adattato alle nuove necessità.

In un momento in cui ci viene richiesto il distanziamento sociale, è quantomai importante rimanere uniti e remare verso la medesima direzione. È per questo che Fitness Consulting ha messo a punto una nuova iniziativa. Il nostro team, specializzato nel controllo di gestione e nella pianificazione strategica per palestre e centri fitness, ha avviato una partnership con figure competenti in più materie: avvocati, commercialisti e consulenti finanziari con anni e anni di esperienza alle spalle, tutti insieme, per fronteggiare questa difficile situazione. Uniti, collaboreremo per rilanciare il settore del fitness, studiando per ogni singola attività i seguenti punti:

  • Riqualificazione finanziaria strategica, che vada oltre i fondi, insufficienti, che lo Stato mette a disposizione;
  • Sondaggi al fruitore, per capire in quali fasce orarie preferisce frequentare la palestra e riorganizzare l’attività di conseguenza;
  • Consulenza informativa e commerciale online;
  • Promozione ad hoc;
  • Gestione degli spazi comuni e delle lezioni di gruppo, con particolare attenzione agli spogliatoi;
  • Prevendita degli abbonamenti.

Se desideri saperne di più, non ti resta che contattarci: lavoreremo insieme per ripartire più forti di prima.

Topics: Blog

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